Montecchio è un piccolo borgo medievale arroccato sulle pendici del monte Croce di Serra, con una vista panoramica sulla valle del Tevere. Dista 50 chilometri da Perugia e trenta da Terni, I suoi confini sono con Avigliano Umbro, Baschi, Civitella d’Agliano, Guardea, Orvieto e Todi ed è famoso, tra le altre cose, per l’olio prodotto dagli ulivi che circondano il paese. Il territorio comunale comprende anche le frazioni di Tenaglie e Melezzole.
Il centro storico è caratterizzato da mura antiche, vicoli in pietra, piazze e resti di fortificazioni che riflettono la sua lunga storia sin dal Medioevo. La leggenda farebbe derivare il toponimo da Mons Herculis. Un’altra lettura sull’origine del toponimo è quella che lo fa discendere da monticulus, ovvero monticello. Del borgo si hanno notizie certe già dal 1275. In alcuni atti medievali è nominato come Castro Monticoli. Montecchio è un borgo rurale fortificato, edificato attorno al XII secolo, con l’abitato che si sviluppa ad anelli attorno al centro storico.
A lungo frazione di Baschi, il paee divenne Comune autonomo nel 1948. Le origini del borgo risalgono al XII secolo circa, quando fu fortificato nel contesto delle lotte medievali in Vi sono reperti di una necropoli umbro-etrusca nei dintorni, testimonianza di insediamenti antichi. Si tratta della necropoli pre-romana del Vallone di San Lorenzo, a circa cinque chilometri dal paese che si estende in un luogo coperto da folti boschi di elci e da fitte ginepraie. Le cinquanta tombe a camera scavate nella tenera calcarenite (localmente chiamata matile) seguono uno schema ricorrente: un dromos, corridoio d’accesso a cielo aperto, introduce alla camera funeraria. All’interno si trovano banchine laterali sagomate a imitazione delle klinai (letti da banchetto) ospitavano i defunti, deposti supini con la testa verso il fondo. Piccoli vani secondari accoglievano i corredi o servivano per ampliamenti familiari.
Le sepolture infantili, a fossa, sono spesso collocate vicino agli ingressi. Le tombe furono violate già in antichità, ma i materiali recuperati che oggi esposti nell’antiquarium di Tenaglie, rivelano una comunità benestante, influenzata dalla vicina Orvieto etrusca. I reperti mostrano una netta distinzione di genere con gli uomini sepolti con armi in ferro come spade, lance e servizi da banchetto mentre le donne indossavano gioielli quali fibule, spirali d’oro e argento per le chiome e vasellame per unguenti.
Nel IV secolo a.C., il declino del sito coincide con l’ascesa di Todi e l’espansione romana. Montecchio è riconosciuto come uno dei Borghi più belli d’Italia, per il suo fascino storico e paesaggistico e fa parte a pieno titolo dell’associazione dei Borghi più belli d’Italia