Golini I, Golini II (dal nome di colui che le scoprì nel 1836) e la Tomba degli Hescanas, dal nome della famiglia etrusca cui apparteneva ed il cui nome compare in varie iscrizioni: su un’umetta cineraria di un Vel Hescanas e sulle pareti, dove il defunto Laris Hescanas si mostra su una biga con cavalli nell’ambito della scena di genere – il viaggio nell’aldilà – caratteristica del repertorio dell’Etruria ellenistica. Fra divinità alate degli Inferi e togati con suonatori di strumenti a fiato, la Tomba degli Hescanas, di modesto livello artistico, restituisce la memoria di un’oligarchia attenta ai simboli del proprio potere politico (anche in questo caso vi è menzione di alte cariche pubbliche quali lo zilacato) e del proprio ceto sociale. Sono le uniche dipinte dell’antico territorio volsiniese: i dipinti dell’Hescanas sono visibili sul posto. Gli altri sono stati staccati e possiamo ammirarli al Museo Archeologico Nazionale di Orvieto.