La famiglia Foresi gestisce la cantina sin dal 1953 quando Antonio Foresi rimise in sesto un vecchio magazzino dove iniziò a vendere vino sfuso che veniva “spillato” direttamente dalle botti situate nella sottostante grotta del 1300 completamente scavata nel tufo. Oggi il compito di continuare il sapiente lavoro del nonno è affidato a Maria Grazia e al nipote Alessandro che anche se non vende più il vino sfuso, ma si conservano in cantina le ultratrentenni bottiglie e i tini come se si trattasse di una sorta di museo.