Così la crisi internazionale cambia il volto del turismo. Torna quello di prossimità. Come ai tempi del covid

Così la crisi internazionale cambia il volto del turismo. Torna quello di prossimità. Come ai tempi del covid

Un approfondimento sui cambiamenti già in atto nel turismo mondiale come effetto delle conseguenze della guerra scatenata in Iran da Stati Uniti ed Israele viene offerto da ItaliaOggi con un articolo che proponiamo.

Le tensioni internazionali in Medio Oriente iniziano a presentare il conto al turismo italiano. Tra cancellazioni di voli intercontinentali, tariffe aeree al rialzo e una crescente percezione di insicurezza, i viaggiatori mostrano segni di prudenza. Un’insieme di motivazioni che sta spingendo molti italiani a preferire vacanze di prossimità e negli agriturismi nazionali sono attese oltre 700mila presenze tra pernottamenti e pasti.

Presenze stimate: 14,1 milioni (-1,3%)
Per le festività pasquali le presenze stimate sono 14,1 milioni, segnando un calo del -1,3% (circa 200mila unità in meno) rispetto allo scorso anno. Nonostante la flessione, i visitatori stranieri rimangono il pilastro del settore, rappresentando il 58,9% del totale con 8,3 milioni di pernottamenti (-1,4%). Anche il mercato domestico arretra, con 5,8 milioni di italiani in viaggio (-1,2%).

L’effetto incertezza sui piani di viaggio
Il clima di instabilità sta riscrivendo l’agenda di chi stava organizzando una vacanza. Secondo le rilevazioni del Centro Studi Turistici di Firenze per Assoviaggi Confesercenti, il 22% degli italiani ha già modificato i propri piani, mentre il 27% resta alla finestra in attesa di sviluppi. L’impatto economico è rilevante, su un campione di 681 agenzie, si stimano oltre 7.100 prenotazioni cancellate, per un valore complessivo vicino ai 100 milioni di euro.

Soffrono le città d’arte
L’indagine condotta per Assoturismo Confesercenti evidenzia una flessione generalizzata su base geografica. Il calo più marcato si registra al Sud e nelle Isole (-2,0%), seguito dal Centro (-1,8%).

Mentre la montagna, anche grazie alle previsioni meteo, riesce a rimanere sostanziale stabilità, le città d’arte subiscono una flessione dello 0,8%.

Stangata voli
Il rincaro dei carburanti e le tensioni geopolitiche colpiscono duramente il trasporto aereo. Secondo Assoutenti, i prezzi medi dei biglietti sono saliti del 13,6%, ma su alcune rotte i rincari rispetto alla Pasqua 2025 sono esponenziali. Guardando alle tratte italiane:

Milano Malpensa-Brindisi: +60% (partenza 3 aprile, ritorno 7 aprile).
Genova-Catania: +36%.
Venezia-Brindisi: +35%.
L’impatto sui turisti stranieri
La domanda internazionale si fa più cauta. Le città d’arte risentono del rallentamento dei turisti d’oltreoceano. Assoturismo segnala flessioni nelle provenienze da USA, Canada, Australia, Cina, Giappone e Gran Bretagna, mentre tengono mercati come Brasile, Spagna, Belgio e Scandinavia. «La crisi ha già colpito l’outgoing, ma i contraccolpi iniziano a registrarsi anche sull’incoming – spiega Vittorio Messina, Presidente di Assoturismo Confesercenti – Nonostante la resilienza mostrata nel primo trimestre, assistiamo a un raffreddamento delle prenotazioni extra-europee».

La domanda è diventata più riflessiva
Il comparto alberghiero descrive una Pasqua di “tenuta sostanziale”, ma con tempi decisionali sensibilmente più lenti. Confindustria Alberghi sottolinea come la domanda sia diventata più riflessiva. Nonostante il mercato non sia fermo, la crescita ha perso velocità, rendendo il turismo di prossimità l’asset più affidabile della stagione.

Il boom dell’outdoor e dell’agriturismo
In questo scenario, la vacanza a “chilometro zero” guadagna terreno. Secondo l’analisi di Coldiretti/Terranostra Campagna Amica, circa due milioni di italiani hanno rinunciato all’estero per restare entro i confini nazionali. Addirittura il 44% opterà per mete all’interno della propria regione. L’agriturismo emerge come la formula vincente, capace di controbilanciare la riduzione dei flussi stranieri — in particolare dei turisti americani e tedeschi, questi ultimi frenati dalla difficile situazione economica interna — grazie a un’offerta che coniuga natura e sicurezza.