Palazzo Bisenzi si sviluppa nel centro di Orvieto per un intero isolato, tra le perpendicolari via de’ Cartari e via Michelangeli. Il palazzo ha una storia molto antica e vi aveva sede l’ex Albergo delle Belle Arti dove soggiornò anche Sigmund Freud, prima della chiusura nel 1915/18. All’interno si trova ancbe una cappella di famiglia. Nel salone principale sono raffigurati alcuni soggetti allegorici, risalenti alla fine del XVIII. Palazzo Bisenzi è legato a filo doppio alla nascita della psicoanalisi. Qui Freud iniziò a scrivere la sua “Psicopatologia della vita Quotidiana” nella quale parla per la prima volta della famosa teoria dei lapsus facendo riferimento a quanto gli era accaduto ad Orvieto. Nel corso dei suoi soggiorni, a settembre del 1897 e ancora nel 1902 e nel 1907, Freud rimase infatti affascinato e turbato dagli affreschi del Signorelli nella Cappella Nova. Nel palazzo si conservano dipinti raffiguranti scene bibliche incastonate in particolari cornici in stucco. Quanto alla facciata esterna, presenta le tipiche caratteristiche sette-ottocentesche: portone bugnato, finestre con riquadri in pietra, androne e scala laterale. È evidente che l’attuale palazzo sia frutto di trasformazioni avvenute nel corso dei secoli, fin dall’epoca medievale come testimoniato dall’affresco ritrovato all’interno di una nicchia raffigurante la crocefissione di Cristo, e dalla presenza di bifore in tufo nelle murature del giardino. Sono presenti interessanti decorazioni in stile tardo settecentesco oltre a quadri e soffitti dipinti.