Il cammino del canyon e dell’antica fabbrica romana

Descrizione

Dal cimitero di Civitella del Lago si prende un sentiero verso est, in lieve salita. Si prosegue fino all’area archeologica di Scoppieto. Questa zona presenta un grandissimo valore storico perché gli scavi hanno consentito di portare alla luce un intero villaggio di artigiani

Molto tempo prima che iniziassero ufficialmente le esplorazioni archeologiche,  gli agricoltori della zona trovavano nei campi numerosi frammenti di ceramiche. Gli scavi effettuati nel corso del tempo hanno consentito di riportare alla luce uno stanzone, di trenta metri quadrati per cinque, con 28 postazioni di lavoro allineate. Accanto ad ogni posto si trova foro per il tornio, la vaschetta dell’acqua per l’argilla e il braciere per scaldarsi, situato dietro le spalle dell’artigiano. Complessivamente si tratta di 1200-1300 metri quadrati di manifattura, ben strutturata e pianificata con un progetto; lo dice il modo con cui sono convogliate le acque per la lavorazione. E’ la prima struttura del genere, di tipo industriale rinvenuta dagli archeologi. I ceramisti lavoravano indipendentemente, non per un padrone. Essi firmavano i propri prodotti apponendo il proprio bollo e vendevano per conto proprio.

Le stratigrafie hanno restituito diverse ceramiche di scarto. L’insediamento produttivo, una vera e propria fabbrica di proprietà dei fratelli Zosimus, si colloca tra gli ultimi anni del I° secolo a.C. e gli anni 80 d.C. Ma la vita del villaggio continua fino al V sec. d.C. A Scoppieto avevano trovato gli elementi essenziali per la loro attività: l’argilla di alta qualità, l’acqua buona, la legna di cerro dei boschi per la fornace, il Tevere, ideale via di trasporto per i prodotti; infatti per via terra, con le strade di allora, un materiale così fragile si sarebbe in gran parte rovinato. Sotto il pianoro il Tevere forma un’ansa: è stato ipotizzato lì un attracco. A poca distanza si trova inoltre il porto di Pagliano alla  confluenza del fiume Tevere con il fiume Paglia, una posizione quasi strategica, che, per parte del Tevere, lo mette in comunicazione con Roma ed il Lazio, per parte del Paglia, con tutta la zona interna del territorio degli Umbri. Il porto era la principali infrastruttura dell’antichità di tutto questo vasto territorio perchè consentiva il trasporto verso l’Urbe di una grande quantità di prodotti, tra quelli che uscivano dalla fabbrica dei fratelli Zosimus e che arrivavano a Roma attraverso la navigazione sul Tevere, con un sistema di trasporto mediante chiatte, spesso tirate da animali da soma che procedevano nelle strade lungo gli argini del fiume, ovvero uno dei sistemi di trasporto che è stato in voga per secoli prima dell’avvento del motore a scoppio.

Da Scoppieto si scende attraverso un sentiero boscoso fino all’eremo della Pasquarella, un piccolo santuario camaldolese incastonato tra le rocce nella gola del Fosso del Forello. Dopo la visita all’esterno dell’eremo il sentiero risale con decisione, attraversando tratti boscosi e sterrati, fino a tornare verso Scoppieto. C’è poi da affrontare una salita rapidissima che si chiama, non a caso, Straccalasini. Si prende poi una strada bianca verso Scoppieto e da lì, con un anello, si ritorna al punto di partenza a Civitella del Lago. Il percorso tocca anche panorami naturali molto suggestivi: la valle della Pasquarella che è ripida e scenografica, con gole e formazioni rocciose. Il grado di difficoltà è : medio/difficile e richiede una buona preparazione fisica. Parte di questo percorso fa parte del Parco regionale fluviale del Tevere, nella valle del Fosso della Pasquarella.

Immagini

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Dettagli Cammino

Distanza: 11,98 km
Tempo di percorrenza: 5 ore
Difficoltà: Media
Tipologia: Percorso ad anello
Punto di Partenza: Cimitero di Civitella del Lago