La cattedrale orvietana è una delle più sublimi sintesi tra romanico e gotico dell’architettura europea e rappresenta senza ombra di dubbio il monumento simbolo della città.
La sua costruzione iniziò sotto la benedizione di Papa Nicolò IV, il 13 novembre 1290.
Il progetto originario prevedeva una pianta basilicale a tre navate, con una facciata ad un’unica cuspide. Quanto agli architetti che la idearono e che ne seguirono il cantiere nei primi anni, i nomi più accreditati sono quelli di Arnolfo di Cambio e di Fra’ Bevignate, anche se nessun documento ufficiale conferma queste ipotesi, tanto che il progettista viene usualmente identificato in un generico “Maestro del duomo”. Negli oltre tre secoli che furono necessari alla sua edificazione, si avvicendarono alla direzione del cantiere importantissimi nomi dell’architettura italiana, come Giovanni di Uguccione (che introdusse i primi elementi gotici nell’originale progetto romanico, realizzando le volte a crociera dell’abside), Lorenzo Maitani (ideatore degli archi rampanti laterali e della superba facciata tricuspidale), Andrea Pisano, Matteo Ugolino da Bologna, Andrea di Cione detto l’Orcagna (autore del magnifico rosone), Antonio Federighi, Michele Sanmicheli, Antonio da Sangallo il Giovane e l’orvietano Ippolito Scalza. Una credenza molto diffusa vuole che il Duomo sia stato edificato per custodire il Corporale del Miracolo di Bolsena, ma nella realtà si sa che già dalla metà del 1200 c’era la ferma intenzione di realizzare una nuova cattedrale, essendo da anni inagibile quella preesistente. Il prodigio del sangue che sgorgò dall’ostia consacrata, nel 1263, fu, semmai, un ulteriore stimolo a far iniziare l’opera fino ad allora sempre rimandata, ma non certo il motivo che ne determinò la costruzione, come ebbe a ricordare anche Papa Giovanni Paolo II nella sua visita del 1990, in occasione del settimo centenario della fondazione della cattedrale.
La superba facciata, iniziata nel 1310 e conclusa solo nel 1532, è il frutto delle felici intuizioni dell’architetto toscano Lorenzo Maitani, che, chiamato nel 1308 a soprintendere al cantiere della cattedrale, presentò un nuovo sorprendente progetto, con tre cuspidi in corrispondenza delle tre navate interne, intervallate da imponenti guglie.
I bassorilievi dei quattro pilastri alla base delle guglie, in parte realizzati dallo stesso Maitani (a cui sono attribuiti anche i simboli bronzei dei quattro evangelisti), rappresentano scene dell’Antico e del Nuovo Testamento, mentre i mosaici a fondo oro sono dedicati ai momenti salienti della storia della Vergine.
Da non perdere all’interno:
- Cappella di San Brizio con gli Affreschi di Luca Signorelli che narrano il Giudizio Universale, considerati un capolavoro del Rinascimento.
- Cappella del Corporale: Costruita per custodire il lino insanguinato del miracolo di Bolsena, contiene anche la preziosa pala della Madonna dei Raccomandati di Lippo Memmi.
- Statua della Pietà (o Deposizione): Drammatica scultura in marmo di Ippolito Scalza, scolpita da un unico blocco.
- Il magnifico Organo, disegnato da Ippolito Scalza, è un’imponente struttura in legno intagliato e dorato nel transetto sinistro, con una monumentale consolle moderna e circa 5.500 canne, un capolavoro di arte e ingegneria musicale
- Il Fonte Battesimale, una grande struttura in marmo posta sotto il primo arco della navat, realizzato tra il 1390 e il 1407 da Luca di Giovanni, Pietro di Giovanni da friburgo e Sano di Matteo.
- I Sotterranei: Un’area che svela gli antichi depositi e il cantiere della cattedrale.