Allerona, le cui origini si perdono nella notte dei tempi, offre uno straordinario panorama sulle colline umbre e toscane. E’ inserito nel prestigioso elenco dei Borghi più belli d’Italia e deriva il proprio nome dal “Lerona” o “Vallerona“, espressione gergale usata per indicare il corbezzolo. Il centro storico ha un aspetto medievale: vicoli stretti, case in pietra, scorci panoramici, e le mura del vecchio castello con le sue porte storiche: la Porta del Sole e la Porta della Luna. Tra gli edifici da vedere si segnalano la chiesa medievale Santa Maria Assunta (poi ristrutturata) e il Palazzo Visconteo, un palazzo storico che testimonia il passato signorile del borgo. Le origini del territorio di Allerona risalgono probabilmente all’epoca etrusca, ma è in epoca romana che l’area ebbe grande importanza: passava di lì l’antica strada romana (la Via Cassia — poi “Via Traiana Nova”) e sono stati trovati resti come tratti di selciato e colonne miliari. Nel Medioevo il borgo era un castello — dipendente da famiglie nobili come i Monaldeschi e i Filippeschi — a guardia dell’area tra Orvieto e il territorio circostante. Nel 1494-1495 il castello fu distrutto durante la discesa in Italia di Carlo VIII, ma il borgo si riorganizzò e nel 1585 ottenne lo statuto di comunità autonoma.
Il territorio all around è ricco di boschi (faggi, lecci, ginepri) e colline, con paesaggi suggestivi, ottimi per passeggiate, immersione nella natura, tranquillità.
Poco fuori dal centro: il Parco di Villalba — un’area boschiva su circa 20 ettari, con zone attrezzate, sentieri, natura — perfetta per picnic o passeggiate tranquille.
Un luogo di grande interesse fuori dal centro è la villa storica Villa Cahen, costruita nella zona della cosiddetta “Selva di Meana”: ha giardini — all’italiana, all’inglese, addirittura giapponese — e offre un’atmosfera elegante immersa nel verde. Una tradizione affascinante è la festa in onore di Sant’Isidoro, patrono degli agricoltori, che viene celebrata con la sfilata dei Pugnaloni: enormi aste decorate con fiori, frutta, attrezzi agricoli, rami, oggetti simbolici che rappresentano la vita contadina. È una festa legata alle radici rurali ed agricole del territorio, un’ottima occasione per vedere usi, costumi e tradizioni locali.