
L’antico Bosco della Bandita è salvo: il Comune di Giove ha approvato una delibera storica che avvia formalmente il percorso di tutela naturalistica di uno dei boschi più preziosi dell’Umbria. Un traguardo grandioso che segna una svolta concreta nella protezione del ricco patrimonio forestale e nella relazione tra comunità, istituzioni e natura. Circa venti ettari di bosco, tra proprietà comunali e private, entrano così in una nuova fase di salvaguardia. Nella porzione privata, i proprietari hanno compiuto una scelta etica e consapevole, sospendendo ogni intervento selvicolturale e restituendo alla natura la libertà di autoregolarsi. Un atto virtuoso che, insieme alla visione illuminata dell’amministrazione comunale e all’impegno di cittadini ed esperti botanici, ha dato origine ad un progetto pionieristico nato dal basso e destinato a diventare modello replicabile per altre comunità evolute.
Il Bosco della Bandita di Giove rappresenta un autentico scrigno di biodiversità: cerrete monumentali, una ricca varietà di latifoglie e la presenza preziosa del Farnetto (Quercus frainetto), specie rara e a rischio globale, testimone vivente dei boschi originari dell’Umbria. Un ecosistema integro e profondamente interconnesso che protegge il territorio, regola il ciclo dell’acqua, consolida i suoli e migliora la qualità dell’aria, la salute ed il benessere, dimostrando come la natura, se lasciata libera, sappia prendersi cura di sé e delle comunità umane.



