L’insediamento protostorico del Gran Carro, noto dalla fine degli anni 1950, è stato oggetto solo recentemente di ricerche e ricognizioni intensive da parte della Soprintendenza tramite il personale afferente al Servizio di Archeologia Subacquea, dirette dalla dott.ssa Barbara Barbaro, funzionario archeologo di formazione protostorica.
Per la prima volta si stanno conducendo ricerche con la metodologia scientifica che uno scavo preistorico impone, eseguendo lo scavo stratigrafico in ambiente subacqueo, in un contesto la cui complessità non è data solo dalla presenza dell’acqua, ma dalla natura stessa della stratificazione.
L’insediamento, inquadrabile principalmente nella Prima Età del ferro, ovvero tra la fine del X – inizi IX sec. a.C., ma fondato già durante l’Età del Bronzo medio (XV sec. a.C.), si articola in due parti a destinazione distinta: abitativa nell’area della cosiddetta “palafitta”, e cultuale in corrispondenza del monumentale tumulo di pietre localmente denominato “Aiola”, la cui funzione è stata compresa solo tra il 2021 e 2022.
Dal 2023, proprio in vista degli investimenti per la creazione del percorso subacqueo, le ricerche si stanno nuovamente concentrando nell’area abitativa, in un settore mai indagato prima, su una superficie di più di 150 mq.