L’azienda agricola Argillae di Allerona tra le cantina vincitrici del concorso “L’Umbria del vino”

L’azienda agricola Argillae di Allerona tra le cantina vincitrici del concorso “L’Umbria del vino”

 

C’è anche l’azienda agricola Argillae guidata da Giulia Di Cosimo, associata a Destinazione Orvieto, tra le cantine vincitrici della quinta edizione del concorso enologico “L’Umbria del Vino”, promosso dalla Camera di Commercio dell’Umbria e curato dalla sua Azienda Speciale Promocamera. I nomi delle aziende a cui sono stati assegnati i diversi riconoscimenti in palio sono stati resi noti dal presidente della Camera di Commercio dell’Umbria, Giorgio Mencaroni, affiancato dal segretario generale Federico Sisti, in qualità di pubblico ufficiale del concorso, al termine delle sessioni di degustazione che la giuria di esperti ha effettuato nel mese di gennaio scorso.

Le azien cantine vincitrici dell’edizione 2026 del concorso enologico regionale L’Umbria del Vino: Azienda agraria Montemelino (Tuoro sul Trasimeno), Azienda agricola Argillae (Allerona), Azienda agricola Castello di Corbara (Orvieto), Azienda agricola Chiesa del Carmine di Jeremy Sinclair (Perugia), Azienda agricola La Fonte (Bevagna), Azienda agricola Le Crete (Giove), Benedetti & Grigi (Montefalco), Cantina Baldassarri (Collazzone), Cantina Berioli (Magione), Cantina Bigi (Orvieto), Cantina Dionigi (Bevagna), Cantina Semonte (Gubbio), Cantina Vinsentie (Tuoro sul Trasimeno), Cesarini Sartori (Gualdo Cattaneo), Pizzogallo (Amelia), Ruggeri Tenuta Colfalco (Montefalco), Tenute Baldo (Bastia Umbra), Tenute Lunelli (Bevagna), Terre de la Custodia (Gualdo Cattaneo), Terre Margaritelli (Torgiano).

Il quotidiano di settore “virtuqiotidiane.it” racconta così la straordinaria caratteristica di Argillae, ovvero la scelta di affinare le uve in anfore di terracotta:Il palmares dei Tre Bicchieri firmati Gambero Rosso si arricchisce con il nome di un’azienda emergente tutta al femminile: Argillae, cantina di Allerona (Terni) guidata da Giulia Di Cosimo, produttrice giovane ma dalle idee molto chiare che sta dando nuovo impulso al territorio. L’azienda si aggiudica il massimo riconoscimento dalla prestigiosa guida con il Primo d’Anfora 2020, vino simbolo che racconta la sfida personale dell’imprenditrice e l’amore per la sua terra. Primo d’Anfora, ottenuto da uve di Grechetto, Malvasia e Drupeggio (proveniente dalla “Vigna Vecchia” di oltre 45 anni), è il frutto di un forte desiderio di Giulia Di Cosimo di creare un vino che rappresentasse un cerchio vitale che parlasse dalla terra e ad essa ritornasse. Primo vino figlio di questa filosofia, deve il suo nome al particolare processo di vinificazione e affinamento che avvengono interamente in anfore di terracotta realizzate con l’argilla estratta direttamente dai vigneti dell’azienda.

“L’argilla, che è la principale componente dei nostri terreni e ci identifica – racconta Giulia Di Cosimo all’Ansa – nutre le viti, donando la forza necessaria per produrre le uve di cui, una volta raccolte e rese mosto, sotto forma di anfora diventa contenitore e custode”. Dopo la raccolta manuale e la selezione, le uve vengono vinificate separatamente, poi assemblate e affinate nove mesi in anfore realizzate da artigiani locali e ancora due anni in bottiglia. Un bianco che non teme la sfida con il tempo, dal profumo ampio e complesso, elegante e potente al palato. “Ricevere il premio dei Tre Bicchieri con questo vino -spiega Giulia Di Cosimo – è un forte incentivo e conferma le potenzialità del percorso intrapreso, nonché un premio alla lungimiranza e alla grande intuizione del nonno di investire in una zona fortemente vocata per il vino di qualità”. Un riconoscimento che si aggiunge ad altri ottenuti con il Primo d’Anfora. L’intera Tenuta vanta un’estensione totale di 120 ettari caratterizzati da vigneti, uliveti e boschi. Attualmente gli ettari vitati produttivi sono 15, per una produzione di circa 80mila bottiglie.