Torre Alfina

Descrizione

Inserito tra i Borghi più Belli d’Italia, è dominato dal suo fiabesco castello dalle imponenti torri merlate. Ai suoi piedi si estende il suggestivo Bosco del Sasseto, una foresta monumentale dall’atmosfera magica e primordiale, unica nel suo genere.

La sua storia si identifica con quella del suo castello, a cui deve probabilmente parte del nome, costruito nel medioevo intorno ad una torre di avvistamento dalla quale proviene il sostantivo Torre.

Alfina secondo alcuni deriverebbe dal latino ad fines, che indicherebbe la sua collocazione ai confini (fines) dell’altopiano rispetto al territorio comunale di Orvieto che la dominava, mentre secondo altri l’appellativo Alfina sarebbe stato aggiunto per identificarla con la collocazione geografica sull’omonimo altopiano e per distinguerla dalla vicina Torre di San Severo.

Una cronaca del ‘500 fa risalire la fondazione della prima torre del castello detta “del Cassero” all’ VIII sec., ma le prime testimonianze documentarie compaiono nel 1200. Ed è a partire da questo periodo che la storia del castello e del borgo si intreccia con quella dei Monaldeschi della Cervara. I Monaldeschi conservarono la proprietà fino alla metà del XVII secolo, quando per via ereditaria passò alla famiglia Bourbon del Monte. Nel 1880 Guido Bourbon del Monte la vendette al banchiere di Anversa Edoardo Cahen, che avviò un restauro totale del palazzo affidando il progetto all’architetto senese Giuseppe Partini.

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