Civita di Bagnoregio e Bolsena sono state designate Capitali italiane dell’Arte Contemporanea 2028 con il progetto «Arte che viene, arte che va». «Ogni azione proposta è concepita per radicarsi nei luoghi e continuare a produrre effetti quando l’anno della designazione sarà concluso. Le opere nascono dal rapporto con il paesaggio, offrendosi in continuità con il passato». Così il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha esposto le motivazioni della giuria, prima di annunciare le città vincitrici. «Il progetto è costruito sin dall’impianto sul patrimonio che intende lasciare» e propone una visione di «arte contemporanea, non come evento da consumare, ma come infrastruttura culturale permanente». Inoltre, la sua esecuzione dipende da «un patto sottoscritto dai partner», che «vincola la rete istituzionale negli anni successivi, dando una forma stabile di governance».
Destinazione Orvieto una realtà umbra inserita dell’importante progetto finanziato dal governo con un milione di euro, grazie allo straordinario successo del cammino dell’intrepido Larth e del cammino del miracolo del Corpus domini che chiuderanno il 2026 con oltre 4000 presenze ed un indotto stimato a favore dell’economia del territorio in almeno 960 mila euro. La proclamazione è arrivata in mattinata dal Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, che nella Sala Spadolini del Mic ha aperto la busta con il nome della città vincitrice consegnata dalla presidente della giuria Lorenza Baroncelli. Civita di Bagnoregio/Bolsena con il dossier ‘Arte che viene, arte che và hanno avuto la meglio sulle altre tre candidature selezionate per la fase finale: erano in lizza Capri con il progetto ‘Le sirene del nuovò; Padova con il progetto ‘Ancora imparo.
Esercizi di dissidenzà; Pozzuoli con il programma ‘La città delle fragilità creativè. Alla città vincitrice sarà assegnato un contributo di un milione di euro per la realizzazione del programma culturale proposto: esulta il sindaco di Civita, piccola frazione di Bagnoregio (in provincia di Viterbo) Luca Profili che ha assistito alla proclamazione con gli altri sindaci delle città finaliste, compreso il primo cittadino di Bolsena Andrea Di Sorte. «Per noi era un sogno già essere qui» commenta nel ricordare che Civita «è un paesino con quattordici persone residenti. È stato un viaggio bello, ora – afferma Profili – la vittoria ci consegna in mano qualcosa di molto importante: abbiamo incentrato il nostro progetto sull’arte contemporanea e sulla scuola perché dall’inizio con Andrea abbiamo detto ‘dev’essere un progetto rivolto ai giovanì. Da domani cercheremo di lavorare per rappresentare la nostra bellissima Nazione». Nel ringraziare la giuria Profili ha affermato che la designazione è «un dono bellissimo non soltanto a noi ma anche alla Tuscia, un territorio che forse a volte ha sofferto anche di senso di inferiorità rispetto ad altri luoghi». Soddisfatto il Ministro Giuli che intervenendo prima della proclamazione ha sottolineato l’importanza del «dialogo tra l’antico e il contemporaneo» nell’arte. In un territorio ricco di testimonianze del passato come quello italiano l’idea è «quella di non vivere il nostro patrimonio culturale come qualcosa di statico: sono dell’avviso – ha spiegato il Ministro – che non possa esserci arte contemporanea che non risenta del carattere peculiare del territorio da cui nasce la creatività». L’arte contemporanea ha senso «se guarda in avanti, se si rivolge alle nuove generazioni.

L’idea soggiacente alle nostre attività culturali – ha sottolineato Giuli parafrasando un verso di Lord Byron – ha come destinatario naturale i giovani, ‘le isole più verdi della nostra immaginazionè: è a loro che dedichiamo anche quest’anno l’apertura della nostra busta». Promossa dal Ministero attraverso il Dipartimento per le attività culturali, l’iniziativa mira a valorizzare e rafforzare il sistema dell’arte contemporanea italiana. Obiettivo è la realizzazione e il recupero di spazi dedicati alla creatività, la valorizzazione dei giovani talenti e la collaborazione tra istituzioni pubbliche e private, con l’obiettivo di fare della cultura contemporanea un motore di coesione sociale, innovazione e sviluppo sostenibile dei territori. Il titolo di Capitale italiana dell’arte contemporanea 2028 sarà formalmente conferito con delibera del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro della Cultura, che recepirà l’indicazione della Giuria.



