Arte e cultura
Cammini
- Bolsena, Orvieto
- Bagnoregio, Bolsena, Orvieto
Bolsena è affacciata sulle sponde dell’omonimo, il più grande d’origine vulcanico d’Europa. Di origini antichissime, è famosa per il suo centro storico medievale, diviso tra il quartiere alto e quello basso, collegati da vicoli pittoreschi. Domina il paese la Rocca Monaldeschi, una fortezza del XIII secolo che oggi ospita un museo territoriale e offre una vista panoramica sul lago. Bolsena è anche un importante luogo religioso, qui, secondo la tradizione, avvenne nel 1263 il miracolo eucaristico, che portò all’istituzione della festa del Corpus Domini. La Basilica di Santa Cristina conserva le testimonianze di questo evento.Nell’estate del 1263, un sacerdote boemo, di nome Pietro da Praga, iniziò a dubitare della reale presenza di Gesù nell’ostia e nel vino consacrati. Il sacerdote si recò allora in pellegrinaggio a Roma per pregare sulla tomba di Pietro e fugare i suoi dubbi: il soggiorno romano lo rasserenò e intraprese il viaggio di ritorno. Percorrendo la via Cassia si fermò a pernottare a Bolsena, dove i dubbi di fede lo assalirono nuovamente. Il giorno successivo celebrò la messa nella Grotta di Santa Cristina. L’evento fu immortalato da Raffaello nel 1512 nel celebre affresco della Messa di Bolsena ed è ricordato da un’epigrafe latina apposta nel luogo del miracolo.
Secondo quanto tramandato dalla tradizione, al momento della consacrazione l’ostia cominciò a sanguinare sul corporale. Impaurito e confuso, il sacerdote, cercando di nascondere il fatto, concluse la celebrazione, avvolse l’ostia nel corporale di lino e fuggì verso la sacrestia. Durante il tragitto alcune gocce di sangue caddero sul marmo del pavimento e sui gradini dell’altare. Pietro da Praga si recò subito dal papa Urbano IV, che si trovava a Orvieto, per riferirgli l’accaduto. Il pontefice, allora, inviò a Bolsena il vescovo di Orvieto per verificare la veridicità del racconto e per recuperare le reliquie. Urbano IV dichiarò la soprannaturalità dell’evento e, per ricordarlo, l’11 agosto 1264 estese a tutta la Chiesa la solennità chiamata Corpus Domini, nata nel 1247 nella diocesi di Liegi per celebrare la presenza reale di Gesù nell’Eucaristia, in contrapposizione alle tesi di Berengario di Tours, secondo le quali la presenza eucaristica di Cristo non era reale, ma solo simbolica.
Risale all’epoca di Diocleziano la vicenda di santa Cristina, la giovane martire vittima della persecuzione dell’imperatore (fine III sec. d.C.): è il simbolo di Bolsena e intorno alla storia del suo martirio è sorta la monumentale Basilica di Santa Cristina. Il complesso è ricco di opere d’arte, che si datano tra Medioevo e Settecento. Molto suggestive sono le Catacombe e la cosiddetta Grotta di Santa Cristina, la chiesa medievale con innesti rinascimentali dal forte impatto – come la facciata e la serie di maioliche della bottega dei Buglioni – e naturalmente la Cappella nuova del Miracolo. Legati alla memoria della Santa sono i Misteri di Santa Cristina, che come le Sacre rappresentazioni nel Medioevo, mettono in scena, il 23 e 24 luglio di ogni anno, le vicende del martirio della giovane. Esso sono naturalmente basate sugli scritti della Passione di Santa Cristina. A tali celebrazioni partecipano, in veste di attori, gli abitanti di Bolsena. Ricordano invece il miracolo eucaristico del 1263 le feste del Corpus Domini che rallegrano, nel mese di giugno, il centro storico di Bolsena con caratteristiche infiorate che saranno poi percorse dal passaggio della tradizionale processione del Santissimo Sacramento.