


Una crema antinfiammatoria realizzata artigianalmente che prende il nome di Larth, il guerriero etrusco le cui leggendarie gesta belliche hanno ispirato l’omonimo cammino di trekking che unisce, attraverso un percorso di 58 chilometri, Orvieto, Bolsena e Civita di Bagnoregio e la relativa ciclovia. La “crema di Larth” è il prodotto uscito dalla storica farmacia orvietana del Moro che ha deciso di realizzare un balsamo con proprietà anti infiammatorie, lenitive e antidolorifiche ricorrendo alle procedure di una volta quando i farmacisti realizzavano direttamente nei loro laboratori i prodotti da offrire ai clienti soprattutto ai camminatori e ai ciclisti impegnati a percorrere la “Grande ciclovia di Larth“.
“Questa crema l’abbiamo pensata per i tanti camminatori che ogni giorno vediamo passare lungo corso Cavour, ma si tratta di un ritrovato ottimo per ogni forma di infiammazione e non solo per combattere questo problema che si trova a dover spesso fronteggiare chi percorre lunghe distanze a piedi” commenta Andrea Bonifazi, titolare della farmacia che aggiunge: “Si tratta di un gel a base di Diclofenac, principio del Voltaren che però è più concentrato,4% contro il 2% dell’originale. Ovviamente sull’ etichetta le indicazioni sono riportate come da legge. A novembre verrà messo sul mercato un prodotto con Arnica 90% che sarà molto più naturale e consona ai camminatori. Poi prossimamente allestirò in vetrina un espositore di prodotti utili ai camminatori ed ai ciclisti“.
“Larth” è ormai diventato uno dei brand identificativi di Orvieto grazie al progetto di Destinazione Orvieto, ma anche dei prodotti realizzati da alcune aziende locali. Esiste infatti il “Vino di Larth” con le due etichette di “Intrepido” e “Guerriero” imbottigliato dalla cantina Freddano così come il “panino di Larth” che è in vendita in numerosi negozi di alimentari, macellerie e bar. Ugualmente sono in distribuzione i prodotti di “Voglie di bosco” di Fabro con il marchio “Il gusto dell’Intrepido” oltre ai “Biscotti di Velzna“ prodotti dal forno “La dolce vita” di Orvieto scalo.



